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Criteri Operativi del F.R.I.E. ordinario

Un impegno costante per sostenere lo sviluppo economico del Friuli Venezia Giulia.

“CRITERI OPERATIVI DEL COMITATO DI GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER INIZIATIVE ECONOMICHE NELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA AGGIORNATI A SEGUITO DELLA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE N.2484 DEL 18.12.2014 CON OGGETTO LR 9/2003APPROVAZIONE DIRETTIVE AL COMITATO DI GESTIONE DEL FRIE IN MATERIA DI APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO (UE) N.651/2014 ALLA CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI AGEVOLATI.”

PREMESSA

Nelle more del completamento delle procedure necessarie all'attuazione delle misure agevolative di cui al capo II della L.R.2/2012 e con riferimento agli indirizzi della Giunta Regionale con la richiamata DGR si rende necessario adeguare le modalità di attuazione degli interventi finanziari a valere sul FRIE alla normativa di cui al regolamento (UE) n.651/2014 in sostituzione di quanto finora previsto al regolamento (CE) n. 800/2008.

Integralmente si riporta il dettato della Delibera Giuntale, quale premessa dei Criteri operativi, nonché aggiornamento del testo in seguito all’entrata in vigore del nuovo regolamento (UE) n.651 /2014 con decorrenza 01/01/2015.

1.1 Nel caso di iniziative concernenti investimenti che si configurano come conformi a quanto previsto ai successivi punti 1.2 e 1.3, in alternativa all’applicazione del regime “de minimis”, i finanziamenti agevolati a valere sul FRIE possono essere concessi, a partire dal 1°gennaio 2015, in osservanza del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 187 del 26 giugno 2014, con particolare riferimento agli articoli 14 (Aiuti a finalità regionale agli investimenti) e 17 (Aiuti agli investimenti a favore delle PMI).

1.2 Nel caso in cui le agevolazioni relative ai finanziamenti a valere sul FRIE sono concesse ai sensi degli articoli 14 e 17 del regolamento (UE) n. 651/2014 a favore di PMI, le dotazioni del FRIE sono utilizzate per la concessione di finanziamenti agevolati per la realizzazione delle seguenti tipologie di iniziativa d’investimento:

a) creazione di un nuovo stabilimento, estensione di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente mediante prodotti nuovi aggiuntivi o trasformazione fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

b) acquisizione a condizioni di mercato degli attivi direttamente connessi ad uno stabilimento, nel caso in cui lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito.

1.3 Nel caso in cui le agevolazioni relative ai finanziamenti a valere sul FRIE sono concesse ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (UE) n. 651/2014 a favore di grandi imprese, le dotazioni del FRIE sono utilizzate per la concessione di finanziamenti agevolati per la realizzazione delle seguenti tipologie di iniziativa d’investimento:

a) creazione di un nuovo stabilimento o diversificazione delle attività di uno stabilimento esistente, purché le nuove attività non siano uguali o simili a quelle già svolte nello stabilimento;

b) acquisizione a condizioni di mercato degli attivi direttamente connessi ad uno stabilimento, nel caso in cui lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito, purché le nuove attività che verranno svolte utilizzando gli attivi acquisiti non siano uguali o simili a quelle svolte nello stabilimento prima dell'acquisizione.

1.4 Nel caso in cui l’agevolazione è concessa ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (UE) n. 651/2014, devono essere soddisfatte in particolare le condizioni seguenti:

a) relativamente a finanziamenti agevolati concessi per la trasformazione fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente, i costi ammissibili devono superare l'ammortamento degli attivi relativi all'attività da modernizzare durante i tre esercizi finanziari precedenti;

b) relativamente a finanziamenti agevolati concessi a favore della diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente, l’importo delle spese ammissibili deve superare almeno del 200% il valore contabile degli attivi che vengono riutilizzati, registrato nell'esercizio finanziario precedente l'avvio dei lavori;

c) relativamente a finanziamenti agevolati concessi a favore della acquisizione degli attivi direttamente connessi ad uno stabilimento nel caso in cui lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito, non possono essere oggetto di

agevolazione gli attivi la cui acquisizione ha già beneficiato di aiuti prima del rilevamento.

1.5 Non possono beneficiare di finanziamenti agevolati a valere sul FRIE ai sensi del

regolamento (UE) n. 651/2014 in particolare:

a) le imprese in difficoltà ai sensi dell’articolo 2, numero 18), del regolamento (UE) n.

651/2014;

b) le imprese destinatarie di un ordine di recupero pendente per effetto di una decisione della Commissione europea che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

1.6 Ai sensi, rispettivamente, dell’articolo 14, paragrafo 12, e dell’articolo 17, paragrafo 6, l’intensità dell’aiuto in equivalente sovvenzione lordo:

a) non può superare il massimale pertinente stabilito per la zona interessata nella Carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale in vigore al momento della concessione, nel caso in cui le agevolazioni relative ai finanziamenti agevolati a valere sul FRIE sono concesse ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (UE) n. 651/2014;

b) non può superare il 20 per cento delle spese ammissibili per le piccole imprese e il 10 per cento per le medie imprese, nel caso in cui le agevolazioni relative ai finanziamenti agevolati a valere sul FRIE sono concesse ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) n. 651/2014.

2. Non possono beneficiare di finanziamenti agevolati a valere sul FRIE ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014, le imprese che rientrano nei casi di esclusione dall’applicazione di tale regolamento dell’Unione europea, come indicato nel successivo Articolo 2 ( Precondizione per la finanzi abilità).

TESTO

CAPO I

DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI AIUTI A FAVORE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE AI SENSI DEL REGOLAMENTO (UE) DELLA COMMISSIONE N. 651/2014 (GUUE L 187 del 26/06/2014) .

ARTICOLO 1 – FINANZIABILITA’ DELLE INIZIATIVE ECONOMICHE

Sono finanziabili, nel rispetto delle disposizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria), pubblicato sulla GUUE L 214 del 9 agosto 2008 e del regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli artt. 107 e 108 del Trattato agli aiuti di importanza minore (“de minimis”), le iniziative normativamente previste da:

- L. 908/55 e successive modifiche ed integrazioni,

- DPR 714/78,

e più precisamente:

  1. le iniziative di carattere industriale, compresi i servizi alle imprese industriali, appartenenti a tutti i settori di attività.
  2. le iniziative delle imprese artigiane manifatturiere;
  3. le iniziative relative alle attività turistico – alberghiere realizzate nell’ambito dello svolgimento di attività imprenditoriali dirette a ricevere turisti che per motivi economici, ricreativo-artistici, culturali, sanitari e ambientali viaggiano e soggiornano nel territorio regionale
  4. le iniziative da svolgersi nel comprensorio del Porto di Trieste;
  5. le iniziative delle imprese edili, limitatamente agli investimenti di carattere industriale;
  6. la costruzione di alloggi con caratteristiche di edilizia economica e popolare nei limiti di legge.

Non sono ammissibili singoli aiuti individuali il cui importo superi le soglie di cui all’art. 4 del regolamento (UE) n. 651/2014.

Ai sensi dell’articolo 1, paragrafi 3) e 4) del regolamento (UE) n. 651/2014, l’articolo 17 di tale regolamento (UE) non si applica:

a) agli aiuti concessi nel settore della pesca e dell'acquacoltura, disciplinati dal regolamento (UE) n. 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2013, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;

b) agli aiuti concessi nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli;

c) agli aiuti che non escludono esplicitamente il pagamento a favore di un'impresa destinataria di un ordine di recupero pendente per effetto di una precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato interno, ad eccezione dei regimi di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da determinate calamità naturali;

d) agli aiuti alle imprese in difficoltà.

Oltre alle esclusioni di cui al paragrafo precedente, ai sensi dell’articolo 13 del regolamento (UE) n. 651/2014 l’articolo 14 di tale regolamento non si applica altresì:

- agli aiuti a favore di attività nei settori siderurgico, del carbone, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nonché della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;

- agli aiuti individuali a finalità regionale agli investimenti a favore di un beneficiario che, nei due anni precedenti la domanda di aiuti a finalità regionale agli investimenti, abbia chiuso la stessa o un'analoga attività nello Spazio economico europeo o che, al momento della domanda di aiuti, abbia concretamente in programma di cessare l'attività entro due anni dal completamento dell'investimento iniziale oggetto dell'aiuto nella zona interessata.

Ai sensi dell’ Art. 14 numero 14 del reg. (UE) 651/2014 il beneficiario deve apportare un contributo finanziario pari almeno al 25% dei costi ammissibili, o attraverso risorse proprie o mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico.

L’importo minimo mutuabile è pari ad euro 100.000,00.= (centomila/00); l’importo massimo mutuabile è pari ad euro 20.000.000,00.= (ventimilioni/00).

ARTICOLO 1 BIS – CRITERI DI PRIORITA’

Le disponibilità del Fondo vanno utilizzate riconoscendo specifica priorità agli investimenti destinati a generare il maggior incremento occupazionale ovvero a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali; a quelli finalizzati alla soluzione di situazioni di crisi produttive e occupazionali, che interessino sistemi territoriali esattamente individuati, anche all’interno delle aree di crisi dichiarate con deliberazione della Giunta regionale;agli investimenti delle imprese che vengano ad insediarsi per la prima volta sul territorio regionale o che scelgano di trasferire in Friuli Venezia Giulia la propria sede legale o si impegnino a versare in regione i tributi; agli investimenti volti al recupero dei siti industriali dimessi, a quelli finalizzati all’aumento della produttività; ai progetti in grado di attrarre investimenti da fuori regione e che sviluppino particolari sinergie con le realtà produttive già presenti sul territorio.

Vanno esclusi espressamente i progetti d’investimento volti esclusivamente alla costruzione di impianti di produzione di energia, sia da fonti rinnovabili sia da fonti non rinnovabili, non connessi direttamente ad attività produttive sul territorio. Tali tipologie di investimento sono pertanto da ritenersi ammissibili a finanziamento solo qualora siano direttamente finalizzate all’abbattimento dei costi degli impianti produttivi industriali di imprese insediate o che intendano insediarsi sul territorio regionale.

ARTICOLO 2 - PRECONDIZIONE PER LA FINANZIABILITÀ

Non possono essere prese in considerazione eventuali proposte, formulate dalle Banche convenzionate, di concessione del finanziamento alle mutuatarie che non siano in regola con l'ammortamento di mutui F.R.I.E. in precedenza concessi, anche quando, in riferimento agli stessi, ne abbiano richiesto la dilazione dei pagamenti finché non riprenda il regolare ammortamento con il pagamento della rata; eguale preclusione vale per il caso in cui l'irregolarità riguardi una controllata o una controllante della richiedente.

E' considerato in regola il soggetto nei confronti del quale sia stata approvata una proposta di sanatoria relativa all'arretrato

Non possono essere concessi nuovi finanziamenti a soggetti nei cui confronti siano stati revocati finanziamenti precedenti per inadempimento o violazione di norme imperative.

Inoltre non può beneficiare di finanziamenti agevolati a valere sul FRIE ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014, un’impresa considerata in difficoltà ovvero un'impresa che soddisfa almeno una delle seguenti circostanze:

a) nel caso di società a responsabilità limitata (diverse dalle PMI costituitesi da meno di tre anni), qualora abbia perso più della metà del capitale sociale sottoscritto a causa di perdite cumulate. Ciò si verifica quando la deduzione delle perdite cumulate dalle riserve (e da tutte le altre voci generalmente considerate come parte dei fondi propri della società) dà luogo a un importo cumulativo negativo superiore alla metà del capitale sociale sottoscritto;

b) nel caso di società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società (diverse dalle PMI costituitesi da meno di tre anni), qualora abbia perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società, a causa di perdite cumulate;

c) qualora l'impresa sia oggetto di procedura concorsuale per insolvenza o soddisfi le condizioni previste dal diritto nazionale per l'apertura nei suoi confronti di una tale procedura su richiesta dei suoi creditori;

d) qualora l'impresa abbia ricevuto un aiuto per il salvataggio e non abbia ancora rimborsato il prestito o revocato la garanzia, o abbia ricevuto un aiuto per la ristrutturazione e sia ancora soggetta a un piano di ristrutturazione;

e) nel caso di un'impresa diversa da una PMI, qualora, negli ultimi due anni:

1) il rapporto debito/patrimonio netto contabile dell'impresa sia stato superiore a 7,5; e

2) il quoziente di copertura degli interessi dell'impresa (EBITDA/interessi) sia stato inferiore a 1,0.

ARTICOLO 3 - CARATTERISTICHE DEI SOGGETTI BENEFICIARI

Soggetti beneficiari dei finanziamenti sono le piccole, medie e micro imprese operative sul territorio del Friuli Venezia Giulia nonché le grandi imprese ai sensi del successivo art. 11 bis.

I parametri dimensionali delle piccole, medie e micro imprese sono quelli stabiliti, ai sensi della Raccomandazione della Commissione del 6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, pubblicata su GUUE L 124 del 20 maggio 2003, recepita con decreto del Ministro delle Attività produttive del 18 aprile 2005 (Adeguamento alla disciplina comunitaria dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 238 del 12 ottobre 2005, e con D.P.Reg. n. 463/Pres. del 29/12/2005 che approva il regolamento recante “Indicazione e aggiornamento della definizione di microimpresa, piccola e media impresa ai sensi dell’articolo 38, comma 3 della legge regionale 7/2000”, pubblicato sul B.U.R. n. 2 dell’11.01.2006 e di cui all’allegato I Regolamento (UE) n. 651/2014.

Sono escluse dai benefici concessi ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 le imprese destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione che dichiara un aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune. Sono inoltre escluse le imprese per le quali detti ordini di recupero intervengono dopo la concessione delle agevolazioni.

Al fine della verifica del rispetto di tale condizione l’impresa presenta apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, redatta secondo il modello allegato alla domanda di contributo, impegnandosi a comunicare ogni eventuale variazione.

ARTICOLO 4 - PARAMETRI DIMENSIONALI

A) Iniziative di imprese esistenti

L'individuazione della classe dimensionale nella quale rientra la mutuataria è basata sulle disposizioni di cui al citato D.P.Reg. n. 463/Pres. del 29/12/2005.

B) Iniziative di nuove imprese

Per le imprese di nuova costituzione l'accertamento dei requisiti dimensionali viene effettuato in conformità all’articolo 8 del D.P.Reg. n. 463/Pres. del 29/12/2005.

Gli elementi della verifica dovranno esser compendiati nella nota intitolata "valutazione dell'intensità del contributo", facente parte integrante della relazione istruttoria delle Banche presentata al Comitato per la concessione del mutuo FRIE.

ARTICOLO 5 - EFFICACIA E VALIDITÀ TEMPORALE DELLE DOMANDE

Le domande di finanziamento decadono decorsi dodici mesi dalla data di formale ricevimento, contestualmente comunicata al datore di fondi ( Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia) e alle Banche, da parte del Comitato (dies a quo).

ARTICOLO 5 BIS – PROROGHE TERMINI

Eventuali proroghe per la realizzazione da parte dei beneficiari degli investimenti programmati non potranno essere concesse oltre i dodici mesi dalla data originariamente preventivata per la “fine lavori”.

CAPO II – ISTRUTTORIA

ARTICOLO 6 – BENI USATI

In caso di iniziative comprendenti investimenti su beni usati, le Banche convenzionate, nell’argomentare l'ammissibilità al finanziamento sotto il profilo della valenza economica e della congruità del prezzo d'acquisto, produrranno all’uopo una perizia relativa al "bene usato".

La specifica relazione sarà inoltrata al Comitato e alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per l'acquisizione del preventivo parere, precisando se il bene stesso abbia fruito di altri interventi agevolativi del FRIE o di altri Enti pubblici.

ARTICOLO 7 – RICHIESTA DI PARERE ALL'AUTORITÀ PORTUALE DI TRIESTE AI SENSI DEL DPR 714/78

Per le domande di finanziamento a favore delle imprese che svolgono o che sono intenzionate a svolgere attività nell'ambito del porto di Trieste, le Banche convenzionate contestualmente alla lettera di trasmissione di tali domande, richiederanno il previsto parere all'Autorità Portuale di Trieste.

ARTICOLO 8 – RICHIESTA DI PARERE ALLA REGIONE F.V.G. AI SENSI DELL'ARTICOLO 4 DELLA LEGGE DD. 30.04.1976, N. 198, A SEGUITO DI PRESENTAZIONE DI DOMANDE DI MUTUO DI OLTRE € 1.549.371,00 A VALERE SULLE LEGGI 198/76 E 828/82

Ai sensi dell'art. 4 della L. 198/76, per le richieste di finanziamento di importo superiore a € 1.549.371,00, le Banche convenzionate provvederanno a chiedere alla Regione il parere obbligatorio circa la conformità delle iniziative, cui le domande si riferiscono, ai programmi di sviluppo economico della Regione stessa.

ARTICOLO 9 – PROCEDURE AMMINISTRATIVE AI SENSI DEGLI ARTT. 2 E 3 DELLA CONVENZIONE DD. 27.12.2010 CON LA REGIONE F.V.G.

L'articolo 2 dell'attuale Convenzione, dd. 27.12.2010, stipulata con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, stabilisce che le Banche convenzionate devono trasmettere la copia delle domande, indirizzate sui fondi regionali, oltre che al Presidente del Comitato FRIE, anche al Direttore del Servizio per l’accesso al credito delle imprese. Rimane fermo il termine di 20 giorni dalla ricezione, da parte della Regione, della domanda di mutuo per un'eventuale formulazione di parere negativo.

ARTICOLO 10 – PROCEDURE PER L'ATTUAZIONE DELLA LEGGE 55/90 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI ED INTEGRAZIONI E VALIDITÀ DELLA DOCUMENTAZIONE ANTIMAFIA

La documentazione necessaria per le richieste di informazioni e certificazioni antimafia deve essere trasmessa al Comitato FRIE dalle Banche convenzionate se il valore dell'operazione, desunto dal differenziale tra il tasso di riferimento e tasso F.R.I.E., rapportato alla durata complessiva dell'operazione, supera la soglia di complessivi € 154.937,00 con esclusione per le imprese che esercitano attività artigianali in forma di ditta individuale. La documentazione dovrà essere presentata in sede di:

  • proposta per la delibera di concessione di finanziamento F.R.I.E.;
  • proposta per la delibera di conferma del finanziamento F.R.I.E. ad un soggetto diverso dall'originario;
  • comunicazione, per la presa d'atto del Comitato, di avvenuta variazione societaria (forma, denominazione, ragione) in capo ad un medesimo soggetto allorché vi sia una modifica degli amministratori.

In via eccezionale, potrà essere deliberata la concessione di finanziamenti in pendenza dell’ottenimento della documentazione antimafia, a condizione che la stessa venga prodotta prima dell’erogazione del finanziamento.

ARTICOLO 11 - SPESE AMMISSIBILI AL FINANZIAMENTO

Sono ammissibili al finanziamento le spese per investimenti iniziali in attivi materiali e immateriali relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’estensione di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente mediante prodotti nuovi aggiuntivi o al cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente, o nell’acquisizione degli attivi direttamente connessi ad uno stabilimento, nel caso in cui lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe chiuso qualora non fosse stato acquisito e gli attivi vengano acquistati da un investitore indipendente.

Per essere considerati costi ammissibili i beni immateriali soddisfano le seguenti condizioni:

a) essere utilizzati esclusivamente nell’impresa beneficiaria degli aiuti;

b) essere considerati ammortizzabili;

c) essere acquistati da terzi a condizioni di mercato, fermo restando quanto previsto all’articolo 31 della legge regionale 7/2000.

È facoltà del Comitato di gestione di verificare con i mezzi ritenuti più opportuni la congruità delle spese.

Le domande di ammissione al finanziamento F.R.I.E. debbono essere presentate prima che inizi l'avvio dei lavori per l'esecuzione dei relativi progetti di investimento.

A) Componente impiantistica

Sono ammissibili le spese relative all'acquisto in proprietà di impianti e singole macchine, purché nuove, anche se acquisite da impresa collegata a quella richiedente il finanziamento. In questo caso la congruità del relativo prezzo d'acquisto deve essere certificata mediante una perizia da prodursi insieme al parere favorevole della Banca proponente.

Per la determinazione della "spesa ammissibile" il prezzo degli impianti e delle macchine nuove può essere desunto dalle offerte esibite dalla mutuataria.

L'acquisto di materiale usato può essere considerato spesa ammissibile per le PMI alle tre condizioni seguenti:

  1. una dichiarazione del venditore attestante l'origine esatta del materiale e che confermi che lo stesso, nel corso degli ultimi sette anni, non ha mai beneficiato di un contributo nazionale, regionale, locale o comunitario;
  2. il prezzo del materiale usato non deve essere superiore al suo valore di mercato e deve essere inferiore al costo di materiale simile nuovo;
  3. le caratteristiche tecniche del materiale usato acquisito devono essere adeguate alle esigenze dell'operazione ed essere conformi alle norme e standard pertinenti

Non sono ammissibili al finanziamento spese che non siano oggetto di preventiva individuazione specifica (per esempio: "imprevisti in corso d'opera" ovvero "varie ed eventuali").

Sono ammissibili al finanziamento le spese relative a lavori da eseguire da parte della stessa impresa richiedente o da impresa ad essa collegata purché diano luogo ad appostazione nel bilancio e nel libro dei cespiti ammortizzabili.

B) Componente immobiliare

Sono ammissibili le spese relative all'acquisto di terreni nonché le spese relative al piano di caratterizzazione, alla caratterizzazione e alle eventuali bonifiche e all’acquisto e/o realizzazione di fabbricati di nuova costruzione purché risultino funzionali allo svolgimento dell'attività in atto o prevista.

Relativamente ai terreni, è ammissibile anche la spesa per l'acquisto di diritti reali di godimento, purché abbiano una durata di almeno 5 anni superiore al periodo di ammortamento del mutuo richiesto.

Relativamente ai fabbricati, la spesa è ammissibile anche se gli stessi insistono su terreno sul quale il richiedente abbia un diritto reale di godimento diverso dalla proprietà, purché di durata di almeno 5 anni superiore al periodo di ammortamento del mutuo richiesto.

Per le PMI la spesa per l'acquisto di fabbricati già esistenti è ammissibile relativamente ai soli costi di acquisto di attivi da terzi, soltanto se l’acquisizione dello stabilimento sia avvenuta a condizioni di mercato e la congruità del prezzo risulti da perizia da prodursi insieme al parere favorevole della Banca proponente. Sono ammissibili anche le spese per addizioni o migliorie relative ai fabbricati già esistenti, purché abbiano carattere significativo. Qualora l’acquisizione sia accompagnata da altri investimenti iniziali, le relative spese sono da aggiungere ai costi di acquisizione.

Sono ammissibili le spese per addizioni o migliorie a fabbricati sui quali il richiedente abbia un titolo di godimento diverso da un diritto reale (per esempio, come conduttore), purché la durata del titolo di godimento superi la durata del mutuo e previa formale autorizzazione del proprietario del fabbricato.

E' ammissibile la spesa per l'acquisto della proprietà di beni immobili, anche se il richiedente ne ha già il godimento a titolo diverso (per esempio, di locazione o locazione finanziaria).

Per quanto riguarda la locazione di terreni e immobili, essa deve proseguire per almeno cinque anni dopo la data prevista di completamento del progetto di investimento.

I costi relativi all’acquisizione di attivi diversi rispetto ai terreni e agli immobili in locazione vengono presi in considerazione solo se il contratto di locazione ha la forma di leasing finanziario e contiene l’obbligo di rilevare l’attivo alla scadenza del contratto di locazione. In caso di acquisto di immobili in locazione finanziaria, la spesa ammissibile è determinata in base al residuo valore in linea capitale del bene al momento del riscatto.

La spesa per l'acquisto di beni immobili da impresa collegata con quella richiedente il finanziamento è ammissibile solo se, con gli accertamenti di congruità del costo, concorre la condizione della destinazione ad un'iniziativa nuova o al significativo ampliamento di un'iniziativa preesistente.

La spesa per sistemazioni esterne è ammissibile a condizione che risulti funzionale allo svolgimento dell'attività in atto o prevista.

I costi per la progettazione e la direzione dei lavori sono ammissibili entro il limite del 10% (dieci) del totale della spesa ammessa cui tali costi si riferiscono.

C) Consulenza ed altri servizi e attività

Limitatamente alle PMI, sono ammissibili a finanziamento fino al 50% dei costi ammissibili, le spese per servizi forniti da consulenti esterni purché:

- non continuativi o periodici

- non connessi alle normali spese di funzionamento dell’impresa, come la consulenza fiscale ordinaria, i servizi regolari di consulenza legale e le spese di pubblicità

e le spese aggiuntive sostenute per la locazione, installazione e gestione dello stand nel caso della sola prima partecipazione a fiere ed esposizioni.

D) Componenti diverse

Le spese per l'acquisto di "software" e "hardware" sono ammissibili.

La spesa per l'acquisto di dotazioni d'ufficio è ammissibile.

La spesa per l'acquisto di stampi è ammissibile purché gli stessi siano destinati al processo produttivo.

Non sono ammissibili al finanziamento le spese per l'acquisto di materiale di trasporto (attivi mobili) quale autoveicoli targati destinati al trasporto merci.

ARTICOLO 11 BIS REGIME “DE MINIMIS”

Nel caso di iniziative d’investimento non conformi ai punti 1.2 e 1.3 della premessa ovvero negli altri casi su domanda del soggetto richiedente, in alternativa all’applicazione del Regolamento (UE) n. 651/2014, i finanziamenti agevolati a valere sul FRIE sono concessi in osservanza del Regolamento (UE) n.1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”, pubblicato sulla GUCE serie L352 del 24 dicembre 2013, la cui entrata in vigore è fissata al 01/07/2014.

ARTICOLO 12 - LIMITI DELL’INTENSITÀ AGEVOLATIVA

L’intensità dell’aiuto in equivalente sovvenzione lordo:

a) non può superare il massimale del 10%, stabilito per le c.d. “zone c” dalla Carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale in vigore per il periodo 2014-2020, nel caso in cui le agevolazioni relative ai finanziamenti agevolati a valere sul FRIE sono concesse ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (UE) n. 651/2014. Ai sensi della medesima Carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale, l’intensità di aiuto può essere maggiorata di un massimo del 20% per le piccole e micro imprese e di un massimo del 10% per le imprese di medie dimensioni;

b) non può superare il 20% delle spese ammissibili per le piccole e micro imprese e il 10% per le medie imprese, nel caso in cui le agevolazioni relative ai finanziamenti agevolati a valere sul FRIE sono concesse ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE) n. 651/2014.

ARTICOLO 13 - MANTENIMENTO DELL'INVESTIMENTO

Gli aiuti all'investimento devono essere subordinati alla condizione che l'investimento sia mantenuto in essere per un periodo minimo di sette anni una volta completato l’intero intervento. Ciò non impedisce la sostituzione di impianti o attrezzature divenuti obsoleti a causa del rapido cambiamento tecnologico durante il periodo di cui sopra a condizione che l’attività economica venga mantenuta in essere per il periodo minimo previsto.

Per quanto riguarda la locazione di terreni e immobili, essa deve proseguire per almeno cinque anni dopo la data prevista di completamento del progetto di investimento.

Qualora i beni acquistati con l'intervento del finanziamento agevolato vengano alienati, ceduti o distratti entro i cinque anni successivi alla concessione del mutuo, ovvero prima che abbia termine quanto previsto dal progetto ammesso all'intervento, è disposta la revoca dell'intervento stesso, il cui importo va restituito secondo i criteri e con le modalità previste dal comma 4 dell'art. 9 del D. Lgs. 123 del 31 marzo 1998.

Allo scopo di verificare il rispetto dei limiti massimi di intensità di aiuto le imprese sono tenute a sottoscrivere una dichiarazione con la quale attestano il rispetto delle regole di cumulo. Il F.R.I.E. effettua verifiche a campione presso le imprese beneficiarie.

ARTICOLO 14 - VALORE DI CONVERSIONE EURO/VALUTE ESTERE

E' quello fissato annualmente con decreto del Ministero delle Finanze ai sensi dell'art. 4, comma 6, del D.L. n. 167 del 28.6.90, convertito con modificazioni nella Legge n. 227 del 4.8.1990.

ARTICOLO 15 - CALCOLO DELL'EQUIVALENTE SOVVENZIONE LORDA

L’intensità degli aiuti è espressa in Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL), inteso come valore attualizzato dell’aiuto espresso in percentuale del valore attualizzato dei costi ammissibili, ed è calcolata in percentuale delle spese di investimento, materiali e immateriali, ammissibili.

I costi di investimento ammissibili vengono attualizzati al loro valore al momento della concessione degli aiuti. Gli aiuti erogabili in più quote sono attualizzati al loro valore al momento della concessione degli aiuti. Il tasso di interesse da applicare ai fini dell’attualizzazione è il tasso di riferimento applicabile al momento della concessione. Nei casi in cui gli aiuti vengano concessi mediante esenzioni o riduzioni su imposte dovute in futuro, sempre che venga rispettata una determinata intensità degli aiuti definita in termini di ESL, l’attualizzazione delle rate di aiuto avviene in base ai tassi di riferimento applicabili nei vari momenti in cui il vantaggio fiscale diventa effettivo.

Il calcolo dell'equivalente sovvenzione lorda di un finanziamento a tasso ridotto con abbuono di interessi, viene effettuato mediante la seguente formula:

EDU X PIF X RTI

in cui:

- EDU è l'elemento dono unitario, vale a dire il vantaggio rappresentato dalla riduzione di un punto del tasso di interesse, quando sono note le caratteristiche del finanziamento (durata e periodo di preammortamento).

- PIF è la percentuale dell'investimento finanziato;

- RTI è l'ampiezza della riduzione del tasso.

Per consentire tale calcolo sono quindi necessari i seguenti elementi per i quali vengono formulate le seguenti precisazioni:

a. Base di riferimento delle voci che compongono l'investimento:

è determinata dalla cosiddetta "spesa ammessa" a mutuo, cioè dagli importi degli investimenti finanziabili.

b. Percentuale dell'investimento finanziato:

è determinata dal rapporto fra importo del mutuo concesso e l'importo della spesa accolta a finanziamento.

c. Durata totale del finanziamento:

è data dalla durata dell'ammortamento del mutuo stabilita nella delibera di concessione più il periodo di preammortamento convenzionale, calcolato dalla data di delibera di concessione da parte del Comitato o da data successiva espressamente prevista come clausola particolare precedente l'erogazione dei fondi.

d. Ampiezza della riduzione del tasso di interesse:

è determinata dalla differenza tra:

- il tasso indicato con decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato in conformità con le disposizioni dell'Unione Europea e

- il tasso agevolato determinato per le operazioni F.R.I.E. dal Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica con decreto 29.7.1999.

e. Tasso di attualizzazione:

è pari a quello di cui al precedente punto d).

f. Durata del preammortamento convenzionale:

Le tabelle finanziarie di attualizzazione sono elaborate su ipotesi di erogazione del finanziamento in un'unica soluzione, prevedendo però dei periodi di franchigia.

Nella metodologia del FRIE esiste invece un periodo di preammortamento che varia in funzione delle tempistiche ritenute necessarie dall'impresa per completare gli investimenti, a fronte dei quali il relativo finanziamento viene erogato sulla base degli stati di avanzamento dei lavori, tenuti presenti anche i tempi tecnici intercorrenti fra la data di assunzione della delibera di concessione del mutuo e la prima erogazione.

A questo proposito, solamente al fine del computo dell'intensità del contributo, si rende necessario determinare la durata del preammortamento sulla base di parametri convenzionali e pertanto circa la durata del preammortamento il Comitato considera le seguenti decorrenze convenzionali del periodo di preammortamento:

- 0 anni, nel caso in cui fra la data della delibera di concessione del mutuo da parte del Comitato F.R.I.E. o data successiva se espressamente previsto come condizione particolare e la data dell'inizio dell'ammortamento sia decorso un tempo non superiore ai 540 giorni;

- 1 anno, se sia decorso un tempo superiore a 540 giorni, ma non a 720;

- 2 anni, se sia decorso un tempo superiore ai 720 giorni, ma non a 900.

Per il calcolo del tempo viene considerato l'anno commerciale di 360 giorni.

ARTICOLO 16 - DURATA

I prestiti hanno durata massima di 15 (quindici) anni.

Il periodo di preammortamento è definito in massimo di 2 (due) anni.

ARTICOLO 17 – TASSO DI INTERESSE

L'agevolazione può essere accordata per una somma non superiore, rispettivamente, al 75% della spesa, per le micro e piccole imprese, al 75% per le medie imprese e al 65% per le grandi imprese nel caso di applicazione dell’art. 11 bis.

Ai sensi del decreto del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica del 29 luglio 1999 (G. U. n. 183 del 6 agosto 1999) e successive modifiche, il tasso di interesse è definito come segue:

a) grandi imprese: tasso Euribor a 6 mesi ridotto del 20%

b) medie imprese: tasso Euribor a 6 mesi ridotto del 50%;

c) piccole imprese: tasso Euribor a 6 mesi ridotto del 65%;

ARTICOLO 18 – RISPETTO DEI LIMITI DI E.S.L.

I detti parametri:

  1. durata
  2. tasso
  3. percentuale finanziabile

devono essere applicati in modo da non superare i limiti E.S.L. pro tempore vigenti per le singole fattispecie.

Il Comitato di gestione del FRIE garantisce il rispetto dei predetti limiti d'intervento previsti dalla normativa comunitaria e in particolare dal regolamento della Commissione (UE) n. 651/2014.

ARTICOLO 19 – ESCLUSIONE DELLE ATTIVITÀ CONNESSE CON L’ESPORTAZIONE

Il regime in oggetto esclude dal finanziamento le attività connesse con l’esportazione, ossia ogni aiuto erogato in funzione dei quantitativi esportati, con la costituzione e gestione di una rete di distribuzione o con altre spese correnti attinenti all’attività di esportazione e ogni aiuto subordinato all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto a prodotti d’importazione.

ARTICOLO 20 - GARANZIE

Il prestito pubblico deve essere assistito da normali garanzie che non comportino rischi anormali e si possa ritenere non contengano elementi di garanzie pubbliche.

Ogni mutuo deve essere assistito da idonee garanzie, reali o personali.

Nel caso in cui le garanzie reali non siano ritenute idonee ad assicurare il recupero del credito dovranno essere integrate da altre garanzie reali o personali quali, ad esempio, le fideiussioni, che sono considerate idonee solo se prestate da aziende di credito o da imprese di assicurazioni, restando riservata al prudente apprezzamento del Comitato la possibilità di considerare equipollenti quelle prestate da altri soggetti.

Nella valutazione della congruità del rapporto di copertura cauzionale il Comitato terrà conto del merito di credito complessivo dell'azienda finanzianda con l'avvertenza che l'ammontare massimo del finanziamento, assistito dalle sole garanzie reali, di norma, non potrà superare il 76,50% del valore di queste ultime. Restano ferme eventuali limitazioni poste dalle convenzioni con i datori di fondi.

Al fine della verifica, in ordine alla sufficienza delle garanzie reali, si assumono i seguenti valori:

 

  1. per i terreni: valore venale;
  2. per i fabbricati industriali e commerciali: fino all'80% del valore venale;
  3. per gli immobili civili di abitazione: fino al 100% del valore venale;
  4. per impianti e macchine nuove: fino al 60% del valore venale (esclusi automezzi, apparecchi elettronici ed impianti fotovoltaici);
  5. per impianti e macchine usati: fino al 50% del valore venale;
  6. per automezzi: fino al 40% del valore venale;
  7. per apparecchi elettronici: fino al 30% del valore venale.
  8. Per impianti fotovoltaici 0% del valore venale.

 

Nella determinazione dei valori netti di garanzia, in presenza di altri precedenti mutui in regolare ammortamento, le Banche potranno non prendere in considerazione le successive due semestralità, riducendo di due rate l'ammontare del residuo debito.

ARTICOLO 21 – DIVIETO DI CUMULO

Gli aiuti previsti dal regime in oggetto non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del Trattato, né con altre misure di finanziamento comunitario, nazionale, regionale o locale, né con aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1417/2014 e successive modifiche concessi in relazione agli stessi costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo ad un’intensità d’aiuto superiore ai massimali stabiliti dal Regolamento (UE) n. 651/2014, tenuto anche conto di quanto previsto dall’articolo 8 dello stesso.

ARTICOLO 22 - TRASPARENZA E RELAZIONI ANNUALI

Il Comitato garantisce il rispetto degli obblighi di trasparenza e controllo di cui agli artt. 9, 10 e 11 del Regolamento (UE) n. 651/2014, in particolare si impegna a trasmettere alla Direzione centrale attività produttive, per il successivo inoltro, per il tramite della Presidenza della Regione – Relazioni internazionali e comunitarie, alla Commissione europea tutti i dati necessari ad adempiere agli obblighi richiamati in base alla normativa comunitaria vigente.

ARTICOLO 23 - RINVIO DINAMICO

Il rinvio a leggi, regolamenti ed atti comunitari dei presenti criteri operativi, si intende effettuato al testo vigente dei medesimi comprensivo delle modificazioni ed integrazioni intervenute successivamente alla loro emanazione.

ARTICOLO 24 – RINVIO

Il presente regime è attuato in osservanza del regolamento (UE) 651/2014 al quale si rinvia per tutto quanto non previsto dai presenti criteri operativi.

ARTICOLO 25 – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Sono fatte salve le situazioni giuridicamente definite precedentemente all’entrata in vigore della presente normativa.